IL RICORDO

Albertini ricorda il papà: "Ovunque tu sia tanti auguri"

Scritto da Andrea Sperti  | 

Demetrio Albertini è stato un grande centrocampista del Milan. La passione per i rossoneri gli è stata trasmessa dal padre, che oggi ha voluto ricordare nel giorno del suo compleanno, con un video su Instagram.

Il padre scomparso era un grande tifoso rossonero e durante una trasferta ha allietato il viaggio cantando una canzone tipica:

ALBERTINI ED IL MILAN 

Di origini sarde dal ramo materno, cresce a Villa Raverio, a pochi chilometri da Monza, e muove i suoi primi passi nella squadra giovanile dell'oratorio locale.

Entra poi nel settore giovanile del Milan, società alla quale resterà legato per la maggior parte della carriera sportiva e con cui all'età di 17 anni debutta in Serie A nella stagione 1988-1989, precisamente il 15 gennaio 1989 in Milan-Como (4-0), mandato in campo dall'allenatore Arrigo Sacchi.

All'inizio della stagione 1990-1991, a 19 anni, viene ceduto in prestito al Padova, in Serie B, dove ebbe occasione di giocare per la prima volta con continuità, collezionando 28 gare e 5 gol. A fine di quell'annata calcistica, inoltre, il centrocampista venne premiato dalla Diadora in quanto ritenuto la miglior speranza italiana nello sport.

Tornato al Milan, diviene una pedina fondamentale del gioco di Fabio Capello già nella stagione 1991-1992, in cui i rossoneri vincono lo scudetto senza subire sconfitte, impresa senza precedenti sino a quel momento. Albertini giocherà in maglia rossonera per undici stagioni consecutive, dal 1991 al 2002, vincendo cinque scudetti (di cui tre consecutivi dal 1992 al 1994), una Coppa dei Campioni/Champions League, una Supercoppa UEFA e 3 Supercoppe italiane. Il suo bilancio al Milan è in totale di 406 presenze (di cui 293 in Serie A) e 28 gol (di cui 21 in massima serie). Dal punto di vista personale, la sua annata migliore è stata la 1996-1997, in cui ha realizzato ben otto reti (record stagionale della sua carriera).

Nel 2002, non rientrando più nei piani del tecnico Carlo Ancelotti, che gli preferì il giovane Andrea Pirlo, andò in prestito all'Atlético Madrid, in Spagna, dove ottenne 28 presenze e 2 gol nella Liga.