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Stella del Parma, vice campione del mondo con l’Italia. È tornato nella sua Brindisi. Oggi ha un'impresa edilizia

Scritto da Andrea Sperti  | 

Il Parma di Antonio Benarrivo era una squadra capace di giocarsela alla pari contro ogni avversario negli anni '90. 

Il terzino nativo di Brindisi ha anche giocato con la Nazionale di Arrigo Sacchi, sfiorando il colpaccio nel ‘94, con l’Italia che si è dovuta arrendere in finale ai rigori al Brasile.

In una recente intervista a TuttoMercatoWeb, Benarrivo si è raccontato, parlando anche della sua nuova attività. Poco prima di appendere gli scarpini al chiodo, infatti, il laterale difensivo ha deciso di investire nell'edilizia, con la sua New House, azienda fondata direttamente da lui. 

"Il calcio l'ho lasciato nel 2004 in concomitanza col crac Parmalat. Fosse rimasto Tanzi avrei proseguito facendo altro col Parma. Nel momento in cui lui è uscito io ho smesso di giocare mi sono concentrato a tempo pieno sull'altra attività, che avevo avviato già nel 1999. 

Ho sempre giocato d'anticipo nella mia vita. Perché non si sa mai e infatti a Parma è successo ciò che sembrava impossibile. Avevo deciso per tempo di diversificare e questa attività mi tiene impegnato. Non ho perso tempo: oziare non è da me e del resto nella mia vita ho sempre lavorato. Sono una persona dinamica.

 Ho lavorato in un negozio di articoli per negozi, poi mi sono occupato di impianti di distribuzione carburanti. Il fatto che sia diventato il giocatore che sono stato è figlio di una serie di coincidenze. 

Ero nelle giovanili del Brindisi, la società aveva problemi economici e il presidente fece una scelta drastica lanciando in Serie C i ragazzi della Juniores. Le cose andarono bene perché facemmo un discreto campionato. Da lì è iniziata la mia avventura professionistica che mi ha portato a Padova e infine al Parma".

Nonostante una vita diversa ora, Benarrivo ricorda con piacere i successi e le soddisfazioni vissute con il Parma, soprattutto quando in panchina c'era Nevio Scala: 


“Abbiamo vinto 8 trofei, a parte il campionato praticamente tutto quel che si poteva vincere. Tutto questo con una squadra di emeriti sconosciuti, almeno inizialmente. I grandi investimenti sono arrivati dopo, ma non dimentichiamo il primo Parma di Nevio Scala che vinse due trofei europei e la Coppa Italia”. 

La vita di Antonio è cambiata parecchio ma i ricordi delle emozioni vissute sul terreno di gioco sono ancora vivi nella sua testa. Il passato a volte serve per chiarire il presente e farci pensare al domani con maggiore tranquillità. Benarrivo ha perso un Mondiale ai rigori ma non può avere rimpianti: se quel pallone fosse entrato sarebbe diventato campione del mondo eppure è riuscito in ogni caso a rendere la sua carriera un viaggio meraviglioso.