LA CONFESSIONE

L'ex arbitro ammette: "Non ho mai voluto danneggiare l'Italia. In carcere..."

Scritto da Andrea Sperti  | 

Byron Moreno, ex arbitro internazionale e direttore di gara dell'ottavo di finale del Mondiale del 2002 tra Italia e Corea del Sud, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport, nella quale ha ricordato anche quel giorno. 

"È una cosa che non auguro a nessuno, fui costretto a portare quella droga a New York, o avrebbero ucciso mia moglie e la mia famiglia. Il giudice fu comprensivo e mi diede una condanna minima.
In carcere ho continuato ad arbitrare, gare fra detenuti. 
Ogni volta che espellevo qualcuno mi dicevano: 'cosa fai, è solo una gara fra deliquenti', ma sapete io sono sempre stato arbitro, rigoroso e giusto nell'applicare le regole, non importa che gara stessi arbitrando.
Non ho mai avuto alcuna intenzione di danneggiare l'Italia, anzi, penso di essere diventato una scusa per molti, per evitare di dire che l'Italia giocò male, facendo tanti errori a livello tattico. 
Dopo l'espulsione di Totti, Trapattoni fece uscire Del Piero perdendo in un solo colpo tutta la sua spinta propulsiva in attacco. 
Con questo atteggiamento difensivo, permisero alla Corea di andare all'attacco e trovare il gol del pareggio.
Rimpianti nella mia carriera di arbitro? 
Davvero, non saprei. Tutti possono sbagliare nella vita ma giuro sulla vita mia e dei miei cari che se ho sbagliato, non lo ho mai fatto intenzionalmente. A non sbagliare nella vita sono solo due tipi di persone, i morti e quelli che per paura decidono di non fare nulla".