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Tutte le gare in contemporanea: l'ex presidente contesta il regolamento

Scritto da Andrea Sperti  | 

Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter, ha parlato a Radio Rai, nella trasmissione Radio Anch'io Sport, partendo dalla corsa scudetto: 

IN CONTEMPORANEA - "Sarebbe più interessante e giusto se le prime quattro giocassero tutte lo stesso giorno e allo stesso orario".

PADRONI DEL PROPRIO DESTINO - "I numeri dicono questo ma il campionato ogni domenica mette in pista qualcosa di nuovo. I nerazzurri hanno fatto il passo giusto e hanno convinto, giocando davvero bene".

DYBALA O LUKAKU? - "Dybala lo prenderei sempre, lo considero davvero forte. Credo che comunque un centravanti serva, se non sarà Lukaku ne servirà comunque uno nuovo in vista della prossima stagione".

CALCIO ITALIANO - "Era già in difficoltà, la pandemia ha fatto ancora peggio. Il calcio è una distrazione per la testa di tutti, oggi le partite sono fondamentali per togliere pensieri".

LAUTARO IN DIFFICOLTÀ - "Non lo so, è un giocatore che promette tantissimo ma ancora non ha fatto il passo in più. Ha i mezzi per fare bene, ha classe e coraggio. Spero che nelle ultime partite possa fare meglio. Dzeko ha fatto bene senza di lui? Correa non è male, è intelligente e crea spazi. Il bosniaco è un grandissimo campione, gli chiediamo la continuità da qui alla fine dell'anno".

MILAN - "Quest'anno ha fatto tantissimo, c'è solo da ringraziare Pioli. Adesso è un momento di stanca, può capitare un periodo così. Adesso vedremo se avrà la forza di tornare a vincere, l'attacco ieri ha fatto male. Abbiamo visto una grande partita in Inghilterra ieri, il ritmo è completamente diverso ed è dovuto alla qualità dei singoli. Sono due sport diversi, le nostre squadre sono in crisi ma non hanno fatto il massimo".

JUVENTUS - "Non credo che la Juve sia fuori dai giochi, purtroppo. Riesce sempre a vincere in qualche modo e le prime tre dovranno fare attenzione ai bianconeri, che non si arrendono mai".

NUOVO STADIO - "Entrare dentro questo vespaio non è una cosa da fare. Sembrava andasse tutto tranquillo, poi sono sorti problemi. Sesto San Giovanni è una zona ottima per uno stadio ma sarebbe brutto per Milano. La necessità di carattere economico c'è, vedremo. Tenere lì un monumento come San Siro sarebbe inutile, non voglio difenderlo ma è ancora valido e quando si entra lì dentro si sente la passione di sempre, un luogo dove sono state scritte pagine incredibili".