NUMERO UNO

Da capitano a capitano: "Grazie Andrea, simbolo dell'interismo"

Scritto da Andrea Sperti  | 

Javier Zanetti, ex capitano dell'Inter ed ora dirigente dei nerazzurri, ha voluto ringraziare Andrea Ranocchia, difensore nerazzurro che andrà in scadenza di contratto e lascerà a giugno la formazione di Inzaghi. 

"Andrea, in questi anni sei stato un vero simbolo di interismo. In campo e fuori, ogni singolo giorno.
Una parola buona per tutti, la capacità di essere sempre pronto, tanti momenti indelebili passati insieme.
L’Inter sarà sempre casa tua, con l’affetto e il rispetto di tutti gli interisti".

Nell'estate 2017 fa ritorno in pianta stabile in nerazzurro dove, ormai relegato a panchinaro, agli ordini del tecnico Luciano Spalletti colleziona 11 presenze e 2 gol nel campionato 2017-2018. Quella seguente è una stagione similmente incolore sul piano personale per il difensore, il quale raggiunge il suo minimo storico quanto a impiego in maglia nerazzurra; per giunta, le poche volte in cui viene mandato in campo da Spalletti, spesso viene dirottato in emergenza a dare manforte all'attacco. Si segnala solo il 21 febbraio 2019 quando sigla il suo primo gol in una competizione internazionale, nella partita di Europa League finita 4-0 in favore dei nerazzurri ai danni del Rapid Vienna.

Nell'annata 2019-2020 l'arrivo a Milano di Antonio Conte, l'allenatore che l'aveva promosso a inizio carriera nelle esperienze di Arezzo e Bari, fa inizialmente presagire un possibile rilancio per Ranocchia. Tuttavia, pur ritrovando una momentanea titolarità in avvio di campionato, nelle settimane seguenti il difensore non riesce a sovvertire le gerarchie della retroguardia interista, scivolando nuovamente tra le seconde linee; trova modo, nel corso della stagione, di raggiungere le 200 presenze in maglia nerazzurra, traguardo toccato il 20 febbraio 2020 nella sfida di Europa League vinta 2-0 sul campo del Ludogorec.

La situazione non cambia nell'annata 2020-2021, in cui ha comunque modo di fregiarsi da comprimario e, assieme al capitano Samir Handanovič, come parte dello «zoccolo duro» interista da un decennio a quella parte, del primo scudetto in carriera. La stagione seguente prende parte sempre da rincalzo alle vittorie nerazzurre in Supercoppa italiana e Coppa Italia, entrambe arrivate superando in finale la Juventus dopo i tempi supplementari: in particolare, nel cammino di Coppa proprio Ranocchia ha modo di essere decisivo per i suoi, grazie al gol del parziale 2-2 siglato nel recupero della sfida degli ottavi di finale contro l'Empoli.