PROMOZIONE

Il figlio sale in Serie A: tutta la gioia del padre

Scritto da Andrea Sperti  | 

Sebastian Frey, ex portiere di Parma e Fiorentina, ha festeggiato insieme al figlio la promozione in Serie A della Cremonese, compagine nella quale milita il suo ragazzo. Ecco di seguito le sue parole ed il suo post:

"Tanti auguri figlio mio per questo traguardo incredibile. 
Ti ho seguito sin da ragazzino e ti ho visto impegnarti, allenarti e con sacrificio e passione sei arrivato fin qui, dove hai sempre voluto essere: la Serie A. 

Dicono sempre “sei tutto tuo padre”, ma io so che sei anche di più. 

Sono orgoglioso di te".

Anche altri parenti di Sébastien hanno giocato a calcio in passato: il nonno André ha giocato come difensore per Metz e Tolosa, indossando anche la maglia della nazionale in sei occasioni, mentre il padre Raymond, anch'egli portiere, arrivò a giocare fino alla seconda divisione francese. Il fratello Nicolas è stato anch'egli un calciatore professionista.

È stato sposato con Roberta dalla quale ha avuto due figli: Daniel, centrocampista nato nel 2002 e che dall'estate del 2021 milita nella Cremonese dopo essere cresciuto nelle giovanili del Chievo, ed Elsa, nata nel 2004. Grande amante dei motori, possiede due automobili particolari: una Ferrari Enzo di tiratura limitata e una Mini personalizzata. Frey è inoltre buddista della scuola di Nichiren Daishonin, arrivato alla pratica grazie a Roberto Baggio.

Deferito per i fatti di Genoa-Siena 1-4 del 2011-2012 (pressioni da parte dei tifosi allo stadio con i giocatori che si dovettero togliere la maglia), il 6 ottobre 2012 la Procura federale ha chiesto 30 000 euro di multa per Frey e altri suoi 14 compagni di squadra.

Appesi gli scarpini al chiodo, in occasione di Euro 2016 è opinionista a Parigi per Sky Sport. Residente a Nizza, il 14 luglio 2016 si salva per un ritardo dall'attacco terroristico avvenuto sulla Promenade des Anglais che ha causato la morte di 84 persone.

Il 21 marzo 2019, attraverso un post su Instagram, rivela di aver rischiato di morire a causa di un virus che lo aveva completamente debilitato.

Due anni dopo entra a far parte del progetto "Wine of the Champions" di Fabio Cordella per la produzione di vino con il suo nome.