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Milan, Calabria parla già da capitano. E sprona Leao sui social

Scritto da Staff CS  | 

Il mood da capitano è già dentro di lui. Davide Calabria ha già iniziato a mandare messaggi di incoraggiamento da lontano, sui social, perché nella prossima stagione erediterà la fascia di Alessio Romagnoli. Del resto chi meglio di lui, cresciuto a pane, pallone e Vismara, milanista da sempre e per sempre, dalle giovanili alla prima squadra. Il Calabria degli ultimi due anni è diverso rispetto a quello di un paio di stagioni fa. Merito di Pioli, certo, ma anche di se stesso e dei miglioramenti avuti nel tempo. Ora eredita la fascia con merito, pronto a guidare la truppa campione d’Italia in carica, in cinque parole "il sogno di una vita".
 

LEADER

Calabria già capitano quindi. Chiedete a Rafael Leao, che venerdì ha pubblicato un post in cui ringrazia tutti per la grande stagione dell’annata scorsa, 14 gol in tutte le competizione e una decina di assist, tre di questi a Reggio Emilia nel pomeriggio scudetto. "Sono nato in mezzo a difficoltà - ha scritto Rafael - e fin da piccolo sono riuscito a superare tutti gli ostacoli che avevo davanti. Ho degli obiettivi da raggiungere, ma sono orgoglioso dei risultati della scorsa stagione. Non mi fanno perdere motivazione e concentrazione". Calabria ha commentato subito: "Tanto altro ancora da fare, dai!". Messaggio da capitano a uno dei trascinatori.

PERCORSO

Calabria si è preso la fascia con il lavoro e la pazienza, dribblando giudizi e frasi fatte. "Bravino, ma…". Pioli ha scacciato via l'avversativo. Bravo, punto. Nonostante qualche difficoltà: "All’inizio non è stato facile giocare come voleva il mister, poi ci siamo parlati e ho capito tutto". Ottima annata la sua: 33 presenze, 2 gol, 3 assist e 19 partite da capitano per prepararsi a questa stagione. Sicurezza della fascia. L’addio di Donnarumma l'ha fatto diventare l’unico ‘canterano’ titolare della rosa. Da ragazzino faceva avanti e indietro da Brescia, mangiava in macchina, poi tornava a casa e si metteva sui libri: "I primi due anni volevo andare via, era difficile per un bambino, ma i miei genitori non mollavano". E grazie a loro, vent’anni dopo, Davide realizzerà il sogno: capitano del Milan.