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Noto giornalista punta il dito: "Mancini, in 8 mesi hai bruciato tutto. Nazionale sintesi..."

Scritto da Staff CS  | 

Michele Criscitiello, nel suo editoriale per Tuttomercatoweb, è tornato sull'eliminazione dell'Italia dai prossimi Mondiali: "Grazie Mancio, perché a giugno e luglio hai ridato entusiasmo a tutto il Paese dopo la depressione dei lockdown. Grazie, perché con stile non ha mai fatto pesare alla Federazione che questo calcio italiano è morto. Grazie, perché non hai mai urlato anche quando avresti potuto farlo. I grazie, però, finiscono e bisogna guardare in faccia alla realtà. Come abbiamo sempre detto, da settembre ad oggi, solo una cosa poteva far passare in ultimo piano l'Europeo vinto, addirittura facendolo annullare nella bacheca dei ricordi. La NON qualificazione al Mondiale. E, allora, la legge è uguale per tutti. Mancini gode di ottima stampa e questo, sinceramente, non deve influire. Basta con figli e figliastri. Basta con gli amici degli amici. Se a Ventura abbiamo tolto la pelle di dosso per la vergogna che ci ha fatto provare, Mancini in un percorso addirittura più semplice ha fatto peggio. Le domande, da zero a zero, in conferenza stampa sono inaccettabili. Il calcio è meritocrazia. Questo è lo sport. Ottieni risultati e vieni osannato, perdi facendo queste figuracce devi pagare. Non puoi restare su quella panchina. Non puoi continuare a fare il tuo lavoro solo perché la critica non ti fucila mediaticamente.

Non ci raccontate i record di Mancini sulle partite vinte o pareggiate consecutivamente. Raccontate queste favole a chi non vive di calcio. Partite, spesso, inutili con avversario, spesso, ridicoli. Quel record non vale nulla. Per Mancini vale solo quel mese magico dell'Europeo, dove tutta Italia ha beneficiato della famigerata fortuna professionale che, da sempre, accompagna il Mancio. Il resto è tabula rasa. Questa Nazionale era ridicola prima dell'Europeo e si è confermata ridicola dopo l'Europeo. Le convocazioni del C.T., lo abbiamo sempre sostenuto, sono state tutte figlie della confusione. Ha convocato 300 azzurri, ha messo addosso il nostro azzurro al primo brasiliano che capitava, ha convocato Balotelli per uno stage in un momento cruciale della nostra storia creando solo confusione e chiacchiericcio. Gravina parla, con poca logica, di giovani, di italiani, di stranieri e getta fango sui club e sulla Lega. Ma di cosa parliamo quando abbiamo la controprova che un giovane forte e italiano, in attacco c'è, conteso da Inter e Milan, e Mancini addirittura non lo convoca per affidarsi ad un brasiliano come Joao Pedro che non è neanche una prima punta per l'assalto finale al Mondiale? Hai Scamacca, '99 italiano, e ti porti in panchina Joao Pedro? Con questa mossa tutti i discorsi di Gravina vanno in fumo. Abbiamo perso i Mondiali per i rigori sbagliati da un brasiliano. La sua classe resta intatta ma che restiamo a casa per quei rigori sbagliati è un dato di fatto. Per chi vuole partire con la morale del razzismo e degli oriundi non vi faccio neanche finire di parlare. Non c'è razzismo alcuno. Anche gli italiani non devono giocare con la maglia del Brasile o dell'Argentina. Un discorso è avere genitori stranieri, nascere e crescere in Italia allora sei italiano ma se sei del 1992 e sei nato, cresciuto e hai indossato nelle giovanili la maglia del Brasile, non puoi diventare italiano per aver sposato un'italiana e perché Mancini mette la maglia azzurra addosso al primo che capita. Se mi sposo una colombiana, scusatemi, ma tra 5 anni non credo di essere diventato colombiano. Mancini, con le sue scelte, ha ammazzato il valore della Nazionale. Non lamentiamoci se abbiamo distrutto una generazione. In Italia viviamo di calcio e ci sono bambini che per anni, e da anni, non vivono un Mondiale e ci sono persone che, purtroppo, per età non vedranno più un Mondiale dell'Italia. 12 anni, se tutto va bene, sono inaccettabili. E come pagarono quelli del 2018, oggi non può finire tutto in cavalleria nel 2022 solo perché i poteri romani godono di ottima stampa. Gravina lo considero un grande imprenditore, un amico nel calcio, ho sempre avuto grandi rapporti e ci diamo del tu.... ma questa volta non ha alibi.

L'Italia fuori dal Mondiale non ha la giustificazione neanche dell'Europeo vinto. Gravina sta commettendo il grande errore di fare troppa politica e poco calcio. La guerra ad Agnelli, la guerra a Lotito sulla Salernitana, l'idea inutile dei play off in serie A, la battaglia inutile di marketing per provare a lanciare il calcio femminile che nessuno guarda se non quando farà il Mondiale per due settimane e si dimentica che c'è una Nazionale, la sua, che stava andando alla deriva. Ora difende Mancini ma il C.T. è indifendibile. Gli va detto grazie ma gli va aggiunto addio. Gravina ha grosse colpe su questo fallimento della Federazione. Il Presidente viene da una Lega, quella di serie C, lasciata morire negli anni con un sistema economico che non sta in piedi. Parla di riforme ma la cosa più semplice non è stata mai fatta. Lasciare A e B a 20 squadre, portare la C a 40 squadre, con due gironi da 20 e ridurre di almeno due gironi la serie D. Basta far giocare i giovani, nelle categorie inferiori, solo perché sulla carta di identità hanno scritto 2003-2004. Basta vedere in panchina allenatori con la calcolatrice per fare minutaggio e prendere soldi solo perché stanno giocando giovani (scarsi). Queste sono le cose ridicole del sistema. Se vogliamo mettere un tetto agli stranieri nei settori giovanili facciamolo ma poi investiamo realmente sull'attività di base che è stata abbandonata da un pezzo. Basta agli stranieri con la maglia azzurra. L'Italia non andrà al Mondiale e anche questo sacrificio non porterà ad una svolta. Perché sapete cosa cambierà dopo la figuraccia dell'altra sera a Palermo? Nulla! Importante è legarsi a panchine e scrivanie e pensare agli interessi dei singoli più che a quelli del sistema".